Sabbia nelle mie mani. Sabbia e vento. Vedo i tuoi occhi, il tuo sorriso, ma non riesco a prenderlo, è distante. Penso a te. L’idea di te che ho sempre avuto, quella che ho sempre cercato negli occhi di mille altre. Sometimes. And the day is bad day.
Nuivole grigie sul mio cielo, la mia stada è lo stesso colore. Prendo a morsi il mio tempo, busso alla speranza, apro i cancelli del paradiso. Ma non ti trovo. Dove sei? Forse, una scintilla nell’aria, in una stanza buia, è fata, segno di speranza, o solo follia. Sul pianoforte vibrano le note della mia anima, del mio stato, in un salscendi di emozioni, di ricordi, ogni cosa prende il suo posto, ogni ricordo ha il suo perché. Ed ogni male che è stato, è solo il percorso propedeutico che mi porta a te, per capire meglio la tua bellezza. Man of the moon, finally.
Percorro la mia via, credendo di essere solo, con il tuo sguardo benevolo che mi accompagna ad ogni svincolo, ad ogni curva, ad ogni inclinazione del mio essere. Aristotele, solo ora l’ho capito.
Eppure ho già lasciato dietro di me molti
Agrodolce sentirmi
In una strana adoescenza, conobbi amici che morirono di morte innaturale, che oggi continuo a ricordare, e prego per loro. Close to me tonight. And more.
Apprezzo la tua comprensione, il tuo guardarmi in silenzio, il mio improvviso imbrunirmi il volto. Ma troppe ferite ho dentro, tutte non mortali, ma molte.
Boys, don’t cry, mi dicevi, ma io nn piangevo. Pensavo a tutte quelle a cui ho regalato momenti indimenticabili, frasi stupende, senza mai ricambiarle.
Una nuvola copre il sole, “il maltempo si è rimesso, finalmente”. Piove sull’asfalto attraversato, e la strada emana un odore inebriante, duro, terso. Guardo il cielo, gocce sul mio viso, poca luce.
Ho perso molti amici, vuoi per lavoro, vuoi per menefreghismo, vuoi perché non ho più voglia di parlargli.
Ma adesso ho te, ed è questo che conta; voglio intraprendere con te il resto del mio percorso. Viandante innamorato.

