sabato, 04 agosto 2007, ore 11:29

Premettendo che faccio il servizio civile all'arci città futura di barcellona p.g., vorrei raccontare un episodio che a mio avviso riassume quello che è stato un anno di soprusi patiti fino alla prossima fine del mio servizio civile. Come dice la pubblicità, il servizio civile è "una scelta che cambia la vita", ma nel mio caso in peggio. Ho visto porcherie inimmaginabili, dal di dentro che non mi sarei mai aspettato o immaginato.

Giovedì scorso, avevo chiesto ad una responsabile dell'arci se potevo prendermi la mattina del giorno dopo come permesso per andare a Messina a seguirmi un seminario importante, che la frequenza mi avrebbe permesso di accumulare i famigerati punti utili al passaggio di anno. La responsabile, cn molta tranquillità, mi concede il permesso. Io aggiungo, dimostrando la mia buona volontà, se ritorno in tempo mi faccio sentire per dare una mano. Fin qui tutto sembra normale.

Il giorno dopo vado a seguirmi il mio seminario. Sono a Messina, Sono le 11.45 quando sento squillare il cellulare:"si può sapere dove sei finito?", dice Alessandro Campo, Presidente dell'Arci Città Futura. Io rispondo che sono a Messina e che avevamo accordato degli orari. Il seminario finisce alle 12.30. Mi avvio a prendere la macchina e tornarmene a barcellona, mentre il cellulare squilla in continuazione: preciso sempre che sono a messina, che se ce la faccio ritorno a dare una mano. Contrariamente a quanto mi suggerisce la mia ragazza, cioè mandarli a fare in culo, ritorno all'Arci e mi rendo disponibile: mi danno una lunga lista della spesa da fare per l'osteria, dove svolgo il mio servizio civile come cameriere. In realtà lo svolgerei come Progetto Rita, progetto di recupero e sostegno per i migranti. Ma gli unici migranti che ho conosciuto in questo periodo sono i cuochi che si sono susseguiti all'osteria.

Vado in un ipermercato e compro quante più cose segnalatemi, in pratica riempio un carrello ed ho anke difficoltà a portare le buste, ma vado cmq a consegnarle a Porto Salvo, luogo della famigerata osteria gestita dalla cooperativa "Il pane e le rose". I cancelli sono chiusi e la roba si sta squagliando, decido di portare tutto a casa e mettere nel freezer. Sono le 14.30 e litigo cn mia madre per i miei orari dissestati. Io sn un grumo di nervi e vado a dormire senza mangiare. Al mio risveglio, sono le 15.45, mi chima la presidente della cooperativa "il pane e le rose", Antonina lo Presti, in arte ninetta, che mi dice:"dove sei? se scendo a Barcellona di riempio la faccia di schiaffi! qui stiamo aspettando tutti te!! ti devi responsabilizzare, è dalle 15 che ti aspettiamo". Ora, precisando che nessuno mi aveva detto che dovevo portare sta roba alle tre, ma entro le due, che il presidente dell'arci mi aveva detto che avrei trovato sicuramente qualcuno a porto salvo che mi aprisse, visto che non ho le chiavi, ho preso gli insulti ed altre minacce più pesanti dalla presidentessa della cooperativa "il pane e le rose" Ninetta Lo Presti, dicendomi anche cose peggiori che non voglio riferire. quando consegno il tutto la presidentessa mi dice, a voce alta in maniera che tutti possano sentire:"sei un uomo di merda!".

A questo punto decido di parlare con Lucia, una delle responsabili. Lucia, mortificata dell'accaduto, dice comunque che io ho sbaglaito prima, cioè quando nn ho rispettato dei programmi, oppure quando ho fatto qualche ritardo. Stranamente anche Lucia non ricorda quando mi mandarono da solo a Palermo, avvertendomi la sera prima, a consegnare le domande di servizio civile alla sede regionale dell'arci, cn soli 37 euro in tasca(e poi ne ho spesi 50, senza chiedere nulla a loro), solo perchè se l'erano dimenticate di mandarli per posta. Si dimentica lucia delle volte che mi avvertirono un quarto d'ora prima per fare la qualsiasi, ed io devo smettere di fare la cosa che stavo facendo per mettermi a loro disposizione. Cmq si scusa a nome di Ninetta.

La sera sono di turno all'osteria come cameriere. non mi sento molto bene, mi fa male la testa. Chiedo se qualcuno ha una bustina o qualcosa, ma niente. il mal di testa aumenta, diventa una fitta, ed intanto sale l'acido dallo stomaco; mi vien da vomitare, non resito. chiedo di potermene andare prima e, per fortuna, c'è Domenico che mi accompagna a casa cn la mia macchina. Arrivo a casa e vado a vomitare: non avevo mai vomitato verde. Sto malissimo, inizio a sudare, sento delle scosse che mi salgono lungo la schiena. Ho preso una brutta intossicazione.

questa è stata la goccia che ha fatto trabboccare il vaso. appena finisco il servizio civile, credo che non vorrò più avere a che fare con L'Arci Città Futura di Barcellona, visto che qui a parole si dice di fare una cosa, e nei fatti si fa di peggio. Mi dispiace, io ho già dato. Certa gente si dovrebbe chiedere come mai i volontari del servizio civile dopo averlo fatto non rimangono ma scappano come disperati: non si può sempre dire "noi abbiamo sempre ragione", come ho sentito dire in un direttivo.

Cmq, di porcherie ne ho viste parecchie, ma per ora mi limito a dire solo questo.

 Sempre Ribelle

Eymerik
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