Potessi tu trasformare il mondo, perché
con te stesso essere troppo buono?
Tu chi sei?
Affoga nella lordura,
Abbraccia il boia, ma
trasforma il mondo: ne ha bisogno!"
"Il mio pane lo mangiai tra le battaglie.
Per dormire mi stesi in mezzo agli assassini.
(Bertolt Brecht, Trasforma il mondo, A coloro che verranno, in Poesie e canzoni, Torino, Einaudi, pp. 5-6).

Benvenuti nell'inferno
Questa è la periferia
qui la fortuna non si ferma
intanto il tempo se ne va
Venerdì, Sabato, Domenica
E poi sempre un lunedì
Con questo grigio dormitorio
E questa voglia di andar via
Ma senza soldi che faro? - non lo so-...
Senza una lira dove andrò?- Io camminerò-
Insieme a chi ha pagato sempre
Ucciderò la proprietà
rischiamo solo di rimetterci
Catene e povertà
Niente più fughe, resterò
E taglierò con una falce
Privilegi e ipocrisia
E inchioderò al muro chi
Campa sopra la vita mia
Dalle macerie della mia
Generazione si Alzerà
Un pugno chiuso e una
Canzone...

Banda Bassotti Beat Ska Oi
Ci sono alcuni album, alcuni brani, che non sono solo note su uno spartito, ma pezzi di vita vissuta a cui le note rimandano. Le note in questione sono quelle dei Pink FLoyd, mitico gruppo inglese, che ogni volta che li ascolto mi rimandano al periodo in cui li conobbi, grazie ad un mio grande amico, e che diventarono la colonna sonora dei miei giorni, felici e non. Li ascoltavo sempre, ovunque, in macchina, a casa, la mattina prima di andare a scuola, la notte prima di dormire, nei pomeriggi in cui non avevo voglia di studiare e tentavo di prendere il vizio del fumo, mentre le nuvole andavano via, insieme all'acne ed ai miei sedici anni. Sognavo di diventare grande, mentre i grandi che conoscevo si rifugiavano nella droga, si facevano uccidere dai boss mafiosi, cercavano lavoro al nord, tifavano per il Milan e la Ferrari. E molti di loro mi mancano, specie uno, che era sempre lì a darmi ottimi consigli o ad ascoltare i miei problemi adolescenziali, sempre con pazienza e mai col piglio del ragazzo più grande che ne sa di più.