Parlo con te, qualunquista di sinistra, che non ti schieri perchè non ti senti rappresentato da nessuno, che sai dire solo no, per poi rispondere sempre di si. Tu, che giudichi dall'alto della tua pseudo intelligenza, che apostrofi come idioti chi invece "si sporca le mani" per fare qualcosa, dando lezioni da una cattedra, che poi neanche hai. TU, che hai paura di apparire radicale, quando invece sei solo un qualunquista. Pacifista, tanto da approvare "missioni umanitarie" in giro per il mondo, belle solo perchè approvate dall'onu, con bombe o senza. Parlo con te, che volgi lo sguardo dall'altra parte quando ci sono ingiustizie, e poi mi dai lezioni sul pacifismo, valido sempre e comunque, anche quando "gli altri" sono lì per scuoiarti vivo. Parlo con te, che metti la spilletta della pace e poi fai il saluto militare di fronte alle armate, che sei amico di tutti "perchè non si sa mai"(Guccini). Parlo con te, che chiami ottuso chi non la pensa come te, per poi scusarsi e salvarsi la faccia, nella migliore tradizione ipocrita. D'altronde, che c'è da aspettarsi, l'ignoranza e l'ipocrisia generano mostri, figli leggittimi della borghesia.

Dici trotzsky, capisci scissione. Marco Ferrando, leader nazionale di Progetto Comunista, di scissioni se ne intende. L'ultima, la più eclatante, quella fatta qualche giorno fà, che darà vita al Partito COmunista dei Lavoratori. Attenzione, però, a non confondersi con il Partito Comunista Rifondare l'Opposizione dei Lavoratori, altro nascente partito e, sorpresa, formato anch'esso da militanti dell'ex area programmatica di minoranza di Rifondazione. Confusi? Vediamo di chiarirci meglio le idee con un pò di storia del trotskismo in italia, partendo dagli ultimi anni:
dopo l'esperienza comune dentro la lega comunista rivoluzionaria, scissioni, passaggi a Democrazia Proletaria, scioglimento di quest'ultima dentro il Prc, i trotskisti sono tutti presenti sotto l'insegna di Bandiera Rossa. Non passa molto dalla prima scissione: si forma Progetto Comunista, divisa da bandiera Rossa che poi diventerà Erre. nel 2002, al V congresso, il gruppo di Bellotti si scinde(o viene allontanato) da quello di Ricci e Ferrando, formando un altro gruppuscolo trotskista, che prenderà l'1,7% dei voti dentro il partito. Quindi, ricapitoliamo: fino a questo momento sono presenti tre correnti dentro il prc che si richiamano al trotskismo, che litigano fra di loro su chi è il degno erede di Trotsky: Bandiera Rossa, Falce e martello, Progetto Comunista . Ma non finisce qui. Com'è risaputo, se i trotskisti non si scindono tra di loro, non vivono in pace: mi scindo, quindi sono. I malumori, le prese di posizione all'interno dell'associazione Progetto Comunista vengono tenute segrete fino al mini congresso che deve decidere la leadership dell'associazione e quella del futuro partito fuori da rifondazione. A contendersi la leadership sono Francesco Ricci e dall'altra l'ormai famoso Marco Ferrando. Il congesso finisce con la vittoria di Ferrando, non accettata dal suo sfidante, che apostroferà Ferrando nella peggior maniera ("servo della Cia"...)e darà vita ad un partito, il già citato Pc Rol. Intanto Ferrando dà vita al movimento costitutvo del partito comunista dei lavoratori, benedetto dall'effimera quarta internazionale, con partito guida il "Partido Obrero", che, in quella che ha definito "fase rivoluzionaria" argentina ha preso lo strabiliante risultato dello 0,8%...
Purtroppo, quello che non si vuol capire, è che oggi serve una sinistra forte, unitaria e radicale, che rappresenti sul serio gli interessi dei lavoratori, degli studenti, disoccupati ecc. senza cadere in settarismi( vedi sopra) oppure in opportunismi che non fanno, alla lunga, che danneggiare se stessi. Specie se di Sinistra.
Due "volti" della stessa crisi....
Mentre in Italia si discute, con voluta scarsa chiarezza, sul referendum, sulle ragioni del si o del NO, il fù erede al trono di casa Savoia finisce in un nuovo, sporco scandalo. Traffico di "pacchi", cioè ragazze, "associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso", relativa al casinò di Campione d'Italia. Non è la prima volta che questo individuo finisce nei casini (e non solo nei casinò) per le sue scorribande o dichiarazioni; basti ricordare ciò che disse delle leggi razziali, dei suoi continui litigi coi parenti per l'eredità del suo "nobile" casato, dell'inchiesta sul traffico di armi che tempo fà lo ha visto coinvolto, del suo coinvolgimento con la loggia deviata P2, di cui faceva parte anche Berlusconi. Come se non bastasse, a dipingere ancora di più a tinte fosce un personaggio davvero squallido ed inpresentabile, ci hanno pensato le intercettazioni, rese pubbliche, in cui, mentre in Italia si era in ansia per le sorti della giornalista GIuliana Sgrena, il nostro "sangue blù" l'apostrafava come "troia comunista", da dare in pasto "agli alpini", che l'avrebbero "fatta a pezzi e buttata da una montagna". Per fortuna i fatti dimostrano di che pasta sono fatti entrambi: la seconda, una bravissima giornalista, che ha rischiato la vita pur di raccontare cosa stava succedendo davvero in Iraq; il primo, invece, ha dimostrato ancora una volta di essere davvero un Rè, un grande Rè. Dello Schifo.

Si annuncia ufficialmente che, a partire dal giorno venturo, è ufficialmente aperta la caccia, per la sola Regione Sicilia, a tutti i gattopardi, bisonti ed affini, risiedenti negli schieramenti di centro destra o di centro sinistra. Si consigliano armi di grosso calibro, munite di intelligenza e senso critico, nonchè memoria storica. Libertà di caccia a tutti coloro che si oppongono ai cambiamenti per i loro squallidi tornaconti.

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di John Pilger (The Guardian) |
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Chávez oggi rappresenta una minaccia, soprattutto per gli Stati Uniti. Una notte di un mesetto fa, in una stanza vuota (fatta eccezione per una lampada al neon blu fluorescente) ho sentito pronunciare le suddette parole pronunciate da Ana Lucia Fernandez, 86 anni, da Celedonia Oviedo, 74, e da Mavis Mendez, 95. Una donna più giovane, Sonia Alvarez, 33 anni, è venuta accompagnata dai suoi due bambini. Un anno fa nessuno di loro sapeva leggere o scrivere: ora studiano matematica. Per la prima volta nell'era moderna il Venezuela ha il 100% di alfabetizzazione. Lo scopo è stato raggiunto grazie ad un programma nazionale chiamato "Mision Robinson", appositamente studiato per adulti e ragazzi ai quali era stata negata una scolarizzazione. La "Mision Ribas", inoltre, sta assicurando l'istruzione superiore, chiamata baccalaureato (i nomi Robinson e Ribas fanno riferimento ai leader dell'indipendenza venezuelana del 19esimo secolo). Sono state aperte numerose università - alcune sono state chiamate "università del popolo", altre sono state intitolate a Simon Bolivar, il liberatore; così facendo si è riusciti a far conoscere alla gente i "grandi tesori della mente, la storia, l'arte e la musica, cose che non sapevamo nemmeno esistessero", mi ha confessato una volta un genitore. Sotto la guida di Hugo Chávez il Venezuela è diventato il più grande produttore di petrolio che impiega le entrate derivanti dall'oro nero per aiutare le classi più Mavis Mendez, nei suoi 95 anni di vita, ha visto succedersi molti governi e ha assistito a come decine di miliardi di dollari di petrolio potessero fluire verso Miami, di pari passo alla discesa dell'America Latina nella più profonda povertà - dal 18% del 1980 al 65% del 1995, tre anni prima che Chávez fosse eletto. "Le nostre vite non contavano", afferma Mavis. "Vivevamo e morivamo senza aver ricevuto la minima istruzione, senza acqua corrente e con pochissimo da mangiare. Quando ci ammalavamo, i più deboli morivano. A est della città, dove si trovano le grandi case, noi eravamo praticamente invisibili, o addirittura temuti. Ora sono in grado di I governi latino-americani spesso sono soliti aprire un'assemblea costituente che possa scrivere una carta costituzionale per garantire legittimità ai propri esecutivi. Quando fu eletto, nel 1998, Chávez fece lo stesso per de-centralizzare il potere e assegnarlo al popolo, che non ne aveva mai goduto. Così, egli cominciò a smantellare le preesistenti sovrastrutture politiche corrotte - prerequisito necessario per imprimere una svolta all'economia. La predisposizione di "missioni sociali" per far crollare la vecchia e corrotta burocrazia è un espediente tipico della straordinaria politica che sta cambiando - pacificamente - il Venezuela. Si tratta di una "rivoluzione boliviana", non molto diversa da quelle che hanno instaurato la democrazia in Europa nel dopoguerra. Chávez, ex generale dell'esercito, era ansioso di dimostrare che egli non era un altro generale "di ferro". La sua prima promessa, infatti, è stata quella di rimettere ogni decisione alla volontà del popolo. Nel suo primo anno da presidente ha ottenuto un numero sorprendente di consensi elettorali: in occasione del referendum in cui si doveva decidere se indire o meno una nuova costituente; nelle elezioni per l'assemblea; nel secondo referendum in cui si doveva ratificare la nuova costituzione. Il 71% della popolazione ha approvato ognuno dei 396 articoli che hanno permesso a Mavis, Celedonia, Ana Lucia e ai suoi nipoti di vedersi riconoscere quei diritti umani di base, garantiti ora anche alla gente di colore e ai figli di matrimoni misti. "Gli indigeni - recita la nuova costituzione - hanno il diritto di mantenere le proprie pratiche economiche, basate sulla reciprocità, sullo scambio e sulla solidarietà... e di definire le loro priorità...". Il piccolo libro rosso della costituzione venezuelana è diventato un best-seller per le strade. Nora Hernandez, che lavora nel barrio [quartiere, NdT] chiamato Petate, mi ha portato nel supermercato statale locale, fondato con le entrate derivanti dal petrolio, dove i prezzi sono almeno la metà rispetto a quelli praticati nelle normali catene commerciali. Con orgoglio mi mostra articoli della costituzione riportati sul retro dei pacchetti delle saponette. "Non si può tornare indietro", si legge in uno. Nel barrio La Vega mi sono fermato ad ascoltare un'infermiera, Marcella Machado, una robusta donna di colore di 45 anni dotata di una favolosa risata, e insieme abbiamo parlato dei più svariati argomenti - dai senzatetto alla guerra in Iraq. Quello stesso giorno è stato inaugurato la missione "Madres de Barrio", un programma mirato a sconfiggere la povertà che colpisce le madri single. Sotto la costituzione, le donne hanno il diritto di essere pagate per il proprio lavoro, e possono ottenere prestiti da una banca speciale. Da questo mese [giugno, NdT], le casalinghe senza reddito potranno ricevere uno stipendio di circa 120 dollari. Non c'è da stupirsi se Chávez ha vinto otto tra elezioni e referendum in otto anni rafforzando di volta in volta la sua maggioranza - praticamente un record mondiale. È il leader politico sudamericano più famoso in occidente, probabilmente nel mondo. Per questo è sopravvissuto, sorprendentemente, al colpo di stato spalleggiato da Washington nel 2002. Mariella, Celedonia, Nora e centinaia di migliaia di altre persone sono uscite dai loro barrios per chiedere che l'esercito si comportasse lealmente. "Il popolo mi ha salvato" - dice Chávez. "Lo hanno fatto nonostante i giornali fossero tutti contro di me e mi avessero accusato senza sapere cosa fosse realmente L'odioso attacco a Chávez, che un paio di settimane fa è stato a Londra, è cominciato, ed è partito dai proprietari delle tv private e dei giornali venezuelani, i quali vorrebbero abbattere il governo. Le insensate accuse a Chávez pubblicate sul Times e sul Financial Times fanno seguito ai servizi di Channel 4 dello scorso aprile, quando il presidente venezuelano era accusato di tramare la costruzione di una bomba atomica insieme all'Iran. Una fantasia assurda. Il reporter scherniva le politiche per la riduzione della povertà e presentava Chávez come un buffone, mentre Donald Rumsfeld lo paragonava a Hitler, senza che nessuno intervenisse. Tony Blair Chávez rappresenta una minaccia, soprattutto per gli Stati Uniti. Come i Sandinisti in Nicaragua, che hanno basato la loro rivoluzione sul movimento cooperativo britannico, e come il moderato Allende in Cile, Chávez offre l'alternativa di una società migliore. In altre parole, rappresenta la "minaccia" di un buon esempio in un continente dove la collettività ha a lungo sofferto la dipendenza economica da Washington. Nei giornali americani degli anni ottanta, la "minaccia" del piccolo stato del Nicaragua era seriamenta dibattuta, finchè non venne messa da parte. Ora la stessa cosa accade per il Venezuela. Una pubblicazione a cura dell'esercito americano, "Doctrine for Asymmetric War against Venezuela", descrive Chávez e la rivoluzione boliviana come "la più grande minaccia dai tempi dell'Unione Sovietica e del comunismo". Quando ho detto a Chávez che ormai gli Stati Uniti avevano fatto il loro tempo in America Latina, lui ha replicato così: "Sì, e il mio assassinio non sarebbe una sorpresa. Ma ormai l'impero è in crisi, e i venezuelani resisterebbero ad un attacco. Noi chiediamo solo il sostegno di tutti i veri democratici".
John Pilger, celebre giornalista e scrittore australiano, è autore de 'Un paese segreto'. Fonte: The Guardian |
Apre la sede di RIfondazione nel mio Paesino di collina. In altri tempi sarei stato contento, oggi lo sono a metà. Ultimamente il Partito sembra aver preso una strana, brutta piega. Per entrare in questo governo, per giunta in maniera marginale( un ministro, per giunta neanche tanto importante...) si è rinunciato a buona parte della nostra identità; ma ciò che è peggio, lo si è fatto da destra, col plauso generale della borghesia e dei suoi giornali. Si sono dette cose assurde, da parte di un partito che ancora si dice comunista. Poi, si è fatta l'operazione della sinistra europea. Partendo dal fatto che i nomi hanno significato reale, in quanto rimandano a qualcosa di esistente, nei documenti fondativi non compare neanche una volta il termine comunismo o socialismo. Adesso, il Prc(così come i partiti "radicali" del centrosinistra) dovrà gestirsi "la patata bollente" delle lotte in corso, entrando in contrapposizione con i partiti della sua stessa coalizione, che difendono gli interessi dei poteri forti. Sarà dura, e credo che nel migliore delle ipotesi rifondazione prenderà una sonora batosta elettorale.
Si potrebbe obiettare <<ma questo cosa c'entra con la politica di un circolo di provincia?>> Il fatto è che si dovranno giustificare, in sede locale, le scelte nefaste prese da rif a livello nazionale. Tuttavia, c'è un punto importante che non bisogna sottovalutare: l'apertura del circolo può rappresentare il trampolino di lancio per una rete di persone di sinistra, che paradossalmente soffrono per mancanza di rappresentanza politica, e costruire insieme un percorso alternativo. Un percorso insieme, di unione ed aggregazione delle forze di sinistra radicale. Radicale, perchè come diceva Marx: "radicale significa andare alla radice delle cose"; Unità e radicalità. Personalmente sono stufo di scissioni, prese di posizione solitarie di qualche setta sinistroide che crede di avere la verità in tasca et simila ( diceva Pietro Barcellona che il male odierno della sinistra è che tutti vogliono fare i generali e nessuno si "sacrifica" a fare il colonnello...) Bisogna invertire la rotta: dalle scissioni alla nuova, radicale unità. Fondata, come d'obbligo, sull'autonomia. Non bisogna trascurare infatti chi sono i partiti del centro sinistra.
P.S.
Io di Rif.Com com'è ora condivido poco, ma credo che bisogna comunque, anche se in maniera critica, stare a sinistra, non smettere di militare e portare il proprio contributo. Non sono nè Trotskista nè movimentista, qualcuno mi ha definito tempo fà (ohibò proprio dentro rifondazione!) fascista rosso, nazionalbolscevico. Sarà...

Come fare, da dove cominciare per cambiare realmente le cose in Sicilia? Concorso di idee indetto dal blog dell'Inquisitore. L'idea migliore sarà premiata con viaggio premio per due persone a Montalbano.
