domenica, 27 novembre 2005, ore 10:02

Tamara de Lempika

 La ragazza che dorme (1935)



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martedì, 22 novembre 2005, ore 12:40


Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia 
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia. 
Sei contenta se un ladro muore se si arresta una puttana 
se la parrocchia del Sacro Cuore acquista una nuova campana. 
Sei soddisfatta dei danni altrui tieni stretti i denari tuoi 
assillata dal gran tormento che un giorno se li riprenda il vento. 
E la domenica vestita a festa con i capi famiglia in testa 
ti raduni nelle tue Chiese in ogni città, in ogni paese. 
Presti ascolto all'omelia rinunciando all'osteria 
cosi grigia così per bene, ti porti a spasso le tue catene. 
Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia 
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia. 
Godi quando gli anormali son trattati da criminali 
chiuderesti in un manicomio tutti gli zingari e intellettuali. 
Ami ordine e disciplina, adori la tua Polizia 
tranne quando deve indagare su di un bilancio fallimentare. 
Sai rubare con discrezione meschinità e moderazione 
alterando bilanci e conti fatture e bolle di commissione. 
Sai mentire con cortesia con cinismo e vigliaccheria 
hai fatto dell'ipocrisia la tua formula di poesia. 
Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia 
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia. 
Non sopporti chi fa l'amore più di una volta alla settimana 
chi lo fa per più di due ore, chi lo fa in maniera strana. 
Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista 
oppure un figlio non commerciante, o peggio ancora uno comunista. 
Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto 
sempre lì fissa a scrutare un orizzonte che si ferma al tetto. 
Sempre pronta a pestar le mani a chi arranca dentro a una fossa 
sempre pronta a leccar le ossa al più ricco ed ai suoi cani. 
Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia 
per piccina che tu sia il vento un giorno ti spazzerà via. 
- Claudio Lolli - Aspettando Godot - Borghesia 

 

Claudio Lolli

George Grosz, Le colonne della società

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domenica, 20 novembre 2005, ore 21:31

"La vita è come una commedia: non importa quanto è lunga, ma come è recitata".

Seneca

Vittorio Gassman

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venerdì, 18 novembre 2005, ore 14:23

"Che il diavolo lo salvi dal cadere nelle mie mani, perché tanto varrebbe che si buttasse da solo in un burrone pieno di cactus e di serpenti a sonagli" (Tex Willer) 

Tex Willer

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domenica, 13 novembre 2005, ore 23:13

Parafrasando il buon vecchio Hegel, posso ben dire che questa è "la notte in cui tutte le vacche sono nere". E che vacche!

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sabato, 12 novembre 2005, ore 11:30

La vita è una follia cosciente.
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giovedì, 10 novembre 2005, ore 13:46

Capita, a volte, quando facciamo tante cose, quando ci impegnamo in molti progetti, quando insieme tentiamo di migliorarci e di miglorare l'ambiente circostante, di sentrci un pò stanchi(inevitabile!), o a volte anche se più raramente, capita di interrogarci sul nostro percorso;abbiamo preso la strada giusta?sarà questo il mio destino?ma, in fondo, chi può dirlo?!

Questi interrogativi in un primo momento ti bloccano, impedendoti di continuare ad andare. Certe domande sono come piombo. Ciò nonostante in un secondo momento, quando ritroviamo dentro di noi le risposte (seppur provvisorie, perchè torneranno inevitabilmente)riprendiamo ad andare, in maniera più spedita di prima. In fondo, siamo solo dei viandanti solitari che vivono la splendida avventura della vita.

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domenica, 06 novembre 2005, ore 21:54

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.


Nazim Hikmet

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mercoledì, 02 novembre 2005, ore 13:26

"La morte non è

nel non poter comunicare

ma nel non poter più essere compresi."

P.P.P.

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