
La ragazza che dorme (1935)
Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.
Sei contenta se un ladro muore se si arresta una puttana
se la parrocchia del Sacro Cuore acquista una nuova campana.
Sei soddisfatta dei danni altrui tieni stretti i denari tuoi
assillata dal gran tormento che un giorno se li riprenda il vento.
E la domenica vestita a festa con i capi famiglia in testa
ti raduni nelle tue Chiese in ogni città, in ogni paese.
Presti ascolto all'omelia rinunciando all'osteria
cosi grigia così per bene, ti porti a spasso le tue catene.
Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.
Godi quando gli anormali son trattati da criminali
chiuderesti in un manicomio tutti gli zingari e intellettuali.
Ami ordine e disciplina, adori la tua Polizia
tranne quando deve indagare su di un bilancio fallimentare.
Sai rubare con discrezione meschinità e moderazione
alterando bilanci e conti fatture e bolle di commissione.
Sai mentire con cortesia con cinismo e vigliaccheria
hai fatto dell'ipocrisia la tua formula di poesia.
Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.
Non sopporti chi fa l'amore più di una volta alla settimana
chi lo fa per più di due ore, chi lo fa in maniera strana.
Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista
oppure un figlio non commerciante, o peggio ancora uno comunista.
Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto
sempre lì fissa a scrutare un orizzonte che si ferma al tetto.
Sempre pronta a pestar le mani a chi arranca dentro a una fossa
sempre pronta a leccar le ossa al più ricco ed ai suoi cani.
Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia
per piccina che tu sia il vento un giorno ti spazzerà via.
- Claudio Lolli - Aspettando Godot - Borghesia

Claudio Lolli

George Grosz, Le colonne della società
"La vita è come una commedia: non importa quanto è lunga, ma come è recitata".
Seneca

Vittorio Gassman
"Che il diavolo lo salvi dal cadere nelle mie mani, perché tanto varrebbe che si buttasse da solo in un burrone pieno di cactus e di serpenti a sonagli" (Tex Willer)

Parafrasando il buon vecchio Hegel, posso ben dire che questa è "la notte in cui tutte le vacche sono nere". E che vacche!

Capita, a volte, quando facciamo tante cose, quando ci impegnamo in molti progetti, quando insieme tentiamo di migliorarci e di miglorare l'ambiente circostante, di sentrci un pò stanchi(inevitabile!), o a volte anche se più raramente, capita di interrogarci sul nostro percorso;abbiamo preso la strada giusta?sarà questo il mio destino?ma, in fondo, chi può dirlo?!
Questi interrogativi in un primo momento ti bloccano, impedendoti di continuare ad andare. Certe domande sono come piombo. Ciò nonostante in un secondo momento, quando ritroviamo dentro di noi le risposte (seppur provvisorie, perchè torneranno inevitabilmente)riprendiamo ad andare, in maniera più spedita di prima. In fondo, siamo solo dei viandanti solitari che vivono la splendida avventura della vita.

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.
Nazim Hikmet

"La morte non è
nel non poter comunicare
ma nel non poter più essere compresi."
P.P.P.
